L'escursione inizia al Passo di Monte Croce, il valico che collega il Comelico con l'Alta Pusteria. Noi siamo arrivati dal versante di Padola. In cima al Passo ci sono tre parcheggi a pagamento: il mio consiglio è di portare con voi delle monete (nel caso il bancomat non funzionasse) o, ancora meglio, di usare l'App EasyPark.
Il nostro itinerario è un bel giro ad anello che tocca due Malghe: saliremo prima a Malga Nemes, proseguiremo verso Malga Coltrondo per il pranzo e infine torneremo al punto di partenza.
Il sentiero parte proprio di fronte all'Albergo del Passo, sul lato opposto rispetto alle piste da sci. Seguendo le indicazioni per Malga Nemes, incontriamo subito la chiesetta di San Michele. Da qui imbocchiamo il sentiero n. 131: una strada ben battuta che sale dolcemente nel bosco. Man mano che si sale, il panorama si apre su un vasto altopiano con una vista spettacolare sulle Dolomiti di Sesto e sulla Croda Rossa e sul gruppo dei Tre Scarperi.
Continuiamo lungo il percorso costeggiando la pista da fondo. Dopo aver attraversato un ponticello in legno e affrontato l'ultima salita, arriviamo a Malga Nemes (1950 m). Il paesaggio è fiabesco: gli alberi sono carichi di neve fresca e il cielo azzurro rende tutto magico.
Continuando a scendere leggermente di quota, siamo finalmente arrivati alle stalle di Malga Coltrondo, dove abbiamo trovato una sorpresa speciale ad accoglierci: gli Highlander che riposavano all'esterno!
Una volta arrivati, ci accomodiamo all'interno dell'Agriturismo, proprio in un tavolino vicino al caminetto. Il menù offre tantissime specialità Comeliane ma anche Tirolesi interessanti e la scelta è davvero difficile!
Anche la nostra cagnolina Zoe ci ha fatto compagnia ai piedi del tavolo: un punto a favore di questa struttura è che i cani sono i benvenuti anche all'interno.
Questa è la quarta volta che torniamo a pranzo a Malga Coltrondo e ogni volta ne usciamo soddisfatti. Essendo un agriturismo, utilizzano molti prodotti locali e offrono diverse proposte vegetariane.
Dopo esserci riposati per bene, iniziamo il rientro verso Passo Monte Croce Comelico. In questo versante c'è davvero tantissima neve, tanto che a tratti il sentiero sembra confondersi con il paesaggio. Nel dubbio, controlliamo bene la segnaletica e notiamo una freccia a destra.
La compagna di mio fratello nota un’indicazione particolare: una "scorciatoia". Decidiamo di seguirla imboccando il sentiero n. 149, che attraversa il bosco scendendo in verticale. Consultando la cartina, ci rendiamo conto che questo percorso è effettivamente molto più corto rispetto a quello dell’andata.
Camminiamo nel bosco fitto seguendo la traccia sulla neve. A quest'ora la luce è magica e crea dei riflessi incredibili. Il paesaggio intorno a noi è incantato: la neve fresca si è posata soffice sui rami degli abeti, trasformandoli nei tipici 'folletti del bosco'. Con le loro forme buffe e i cappucci bianchi, sembrano piccole creature silenziose che ci osservano.
Come sempre in ogni escursione, arriva la domanda fatidica: "Quanto manca?". La mia risposta è quella classica: "Manca poco e poi spiana!", anche se in realtà , non avendo mai percorso questo tratto, è una sorpresa anche per me!
In questo pezzo di sentiero teniamo Zoe al guinzaglio, poiché la pendenza è molto ripida e bisogna prestare attenzione. Alla fine, il sentiero sbuca nuovamente sulla via principale, riportandoci ad incontrare altre persone.
Lungo la discesa attraversiamo due ponticelli in legno e, arrivati nel tratto più ripido, decidiamo di divertirci un po': tiriamo fuori le palette da neve e ci sfidiamo come se avessimo dei bob! All'inizio abbiamo fatto un po’ di fatica a scivolare, ma una volta preso il ritmo ci abbiamo preso gusto. Nei punti con più pendenza siamo tornati letteralmente bambini, ridendo a crepapelle tra una scivolata e l’altra.
Ahimè, ci aspetta ancora un’ultima salita. Proprio in questo punto, però, usciamo dal bosco e il panorama si apre regalandoci una luce spettacolare: il riverbero del sole sulla neve si tinge di un arancio intenso. Con il passare dei minuti, questa luce avanza sulle vette, mentre il sole inizia a tramontare e la luna piena brilla già in cielo di un giallo paglierino.
Non c'è nemmeno una nuvola: tutto sembra davvero perfetto. Ci lasciamo alle spalle questa magia, salutando il Col Quaternà per l’ultima volta. Davanti a noi, un tramonto mozzafiato dalle tonalità rosa ci accompagna dolcemente fino al Passo, concludendo nel migliore dei modi la nostra avventura.
C’è chi inizialmente avrebbe voluto cambiare itinerario e, sono sicura, in alcuni momenti mi ha "maledetta" per la fatica! Ma alla fine so che mi sta ringraziando: anche se il giro è stato più lungo del previsto, ci siamo divertiti tantissimo.
Un ringraziamento speciale va al mio compagno Alessandro, a mio fratello Riccardo e alla sua compagna Sara per la pazienza e, soprattutto, per la fiducia che ripongono sempre nelle mie proposte (anche quelle più wild!).
P.S. Zoe, la nostra cagnolina si è divertita tantissimo a correre e saltare nella neve fresca ma, per recuperare le energie, il giorno successivo ha dormito per tutta la mattina!
Consigli utili
Prima di intraprendere qualsiasi escursione, vi consiglio di consultare sempre il meteo e il bollettino valanghe, specialmente dopo abbondanti nevicate. In caso di dubbi, potete anche scrivere una mail all'ufficio turistico della zona per ricevere informazioni aggiornate sui sentieri. Clicca qui.
Anche se non si tratta di percorsi eccessivamente impegnativi, è fondamentale avere nello zaino la giusta attrezzatura: non dimenticate mai acqua, cibo, una cartina dei sentieri e una torcia frontale, utilissima nel caso in cui facciate più tardi del previsto.
Per quanto riguarda i nostri amici a quattro zampe, specialmente con molta neve, è bene applicare sulle loro zampe una pasta protettiva. Questo accorgimento evita la formazione di palline di ghiaccio tra i polpastrelli, che possono causare fastidio o piccole ustioni da freddo. Io personalmente uso la crema "Winterpad": protegge efficacemente senza ungere e ho notato che a Zoe non dà alcun fastidio.
Dati tecnici e qualche considerazione
Il giro ad anello che abbiamo percorso ha una lunghezza di 15 km con un dislivello di circa 400 metri. Quando programmate un'escursione invernale, però, ricordate che con la neve fresca si cammina più lentamente e la fatica raddoppia: sono dettagli fondamentali da tenere a mente per calcolare bene i tempi.
Si tratta di un percorso conosciuto ma meno frequentato rispetto ad altri, proprio perché più "impegnativo" fisicamente. Ma non lasciatevi scoraggiare: la fatica è ampiamente ripagata dalla bellezza del paesaggio... anzi, il silenzio e la solitudine lo rendono ancora più speciale!
Vuoi scoprire altri percorsi? Clicca sul Tag #neve per leggere tutti i miei articoli dedicati a questa stagione e lasciarti ispirare dai paesaggi invernali più belli.
Questo post ti è stato utile? Allora condividilo con i tuoi amici e lascia un commento qui sotto per farmi sapere cosa ne pensi! Vuoi approfondire questo o altri argomenti che racconto nel mio blog? Scrivimi o mandami un messaggio su Instagram. Sarò felice di risponderti!














































0 Commenti