Domenica 15 marzo mi sono svegliata presto. Erano appena le 5:30, fuori era ancora buio, e aprendo la finestra per caso ho avuto una sorpresa meravigliosa: stava nevicando. A Santo Stefano di Cadore l'altitudine non è molto elevata, quindi non me l'aspettavo affatto. La felicità è stata immediata.
Ho preparato una tazza di tè caldo, acceso la stufa e mi sono seduta sul divano a osservare la magia che si stava creando fuori. Il bosco, fino a poche ore prima verde, era stato ricoperto da una leggera spolverata di bianco. Avrei voluto condividere quel momento con il mio compagno, ma svegliarlo a quell'ora di domenica non sarebbe stata una buona idea.
Dopo un paio d’ore la sua sveglia ha suonato. Siamo usciti in paese per un cappuccino caldo e una fetta di crostata di mele e, chiacchierando, abbiamo deciso che non potevamo perdere l’occasione di fare una ciaspolata. Così siamo tornati al Passo Monte Croce di Comelico, diretti verso una delle malghe della zona.
Eravamo già stati lì il giorno prima, ma in questo luogo la neve è sempre una garanzia e la rete infinita di sentieri permette ogni volta di scoprire un percorso nuovo. Una volta raggiunto il passo, abbiamo trovato il parcheggio quasi deserto: quando il tempo è incerto, pochi si avventurano. Per noi, invece, era perfetto.
Ho preparato una tazza di tè caldo, acceso la stufa e mi sono seduta sul divano a osservare la magia che si stava creando fuori. Il bosco, fino a poche ore prima verde, era stato ricoperto da una leggera spolverata di bianco. Avrei voluto condividere quel momento con il mio compagno, ma svegliarlo a quell'ora di domenica non sarebbe stata una buona idea.
Dopo un paio d’ore la sua sveglia ha suonato. Siamo usciti in paese per un cappuccino caldo e una fetta di crostata di mele e, chiacchierando, abbiamo deciso che non potevamo perdere l’occasione di fare una ciaspolata. Così siamo tornati al Passo Monte Croce di Comelico, diretti verso una delle malghe della zona.
Eravamo già stati lì il giorno prima, ma in questo luogo la neve è sempre una garanzia e la rete infinita di sentieri permette ogni volta di scoprire un percorso nuovo. Una volta raggiunto il passo, abbiamo trovato il parcheggio quasi deserto: quando il tempo è incerto, pochi si avventurano. Per noi, invece, era perfetto.
Verso Malga Nemes, passando per il bosco
Lasciata l’auto al parcheggio a pagamento, abbiamo imboccato il sentiero 131 seguendo le indicazioni per Malga Nemes. Dopo aver superato la piccola cappella bianca di San Michele, il percorso prosegue lungo una comoda strada forestale.Questa volta, però, decidiamo di abbandonare la traccia principale per seguire una deviazione più avventurosa sulla sinistra, accanto al cartello del Biotopo. È un sentierino ripido che sale nel bosco e permette di accorciare il tragitto, sbucando nei pressi del bunker e dell’incrocio per il Lago Nero. Le pennellate bianche e rosse sugli alberi confermano la direzione.
La magia del Lago Nero sotto la neve
Sulla via del ritorno ignoriamo la deviazione che scende verso il Caravan Park e torniamo sui nostri passi. Sono felicissima di aver ascoltato il consiglio del signore incontrato poco prima: non vedo l’ora di tornare qui in primavera per osservare meglio l’ambiente.
Dopo la pausa raggiungiamo Malga Nemes per bere qualcosa di fresco e goderci il panorama. Non c’è nessuno oltre a noi. A darci il benvenuto è Gaia, il border collie della malga, che naturalmente riempiamo di coccole. Mentre il mio compagno si gode una birra fresca, io scatto qualche foto e noto, in lontananza, la conca dei Colesei illuminata per pochi minuti dal sole. Ci eravamo stati qualche settimana fa: che bello conoscere il territorio e scoprire un po’ alla volta posti nuovi.
Oggi il Col Quaterna è nascosto dalle nuvole, che si muovono velocemente nonostante il sole sia ormai alto. Per essere le tre del pomeriggio fa ancora caldo. Per la discesa togliamo le ciaspole e le riponiamo nello zaino: scenderemo lungo la classica forestale. La temperatura è cambiata all'improvviso e la neve si sta ammorbidendo. Ammetto che in questo momento vorrei avere con me il mio slittino: la stanchezza comincia a farsi sentire.
E’ quella stanchezza bella, che arriva dopo una giornata piena di natura, silenzio e neve fresca. Una giornata che non avevamo programmato, ma che ricorderò a lungo.



































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