Passeggiando verso il centro, siamo rimasti incantati davanti al Duomo: un'architettura imponente e ipnotica, dove i dettagli del marmo e la cupola lasciano letteralmente senza parole.
Prima di dirigerci verso il fiume, abbiamo fatto tappa per ammirare da fuori gli Uffizi; purtroppo non avendo prenotato per tempo, non è stato possibile visitare l'interno del museo.
Abbiamo poi raggiunto il celebre Ponte Vecchio. Anche se molto affollato, offre sempre scorci unici; per goderci un po' di tranquillità , ci siamo fermati vicino ai canottieri, ammirando i riflessi sull'Arno e aspettando il suggestivo passaggio delle Frecce Tricolori.
Da S. Forno panificio
È quasi ora di pranzo e la fame inizia a farsi sentire, così decidiamo di cercare qualcosa di veloce ma che sia davvero autentico. Per caso, i miei occhi cadono su un’insegna che sembra raccontare una storia: è quella di S. Forno, in via Santa Monaca, 3r.
Mi hanno attirata subito i suoi soffitti a volta e quell'arredamento semplice ma originale, che sa di tradizione. Il locale è piccolo e intimo, con pochi tavolini dove ci si può fermare per una colazione lenta o un pranzo veloce tra il profumo del pane appena sfornato.
Nonostante la fila fosse piuttosto lunga, abbiamo aspettato con pazienza e ne è valsa assolutamente la pena. Abbiamo scelto una focaccia strepitosa, farcita con mortadella, burrata cremosa e granella di pistacchi: croccante, leggera e davvero digeribile. Per accompagnarla, abbiamo sorseggiato una bibita artigianale, godendoci ogni boccone.
Prima di uscire, non abbiamo saputo resistere: se fosse stato per me avrei comprato ogni tipo di pane esposto, ma ci siamo "limitati" a un mezzo filone di pane toscano da portare a casa, per prolungare ancora un po' il sapore di questa giornata. Se passate da queste parti, lasciatevi guidare dal profumo: non ve ne pentirete!
Più tardi, ci siamo concessi un gelato da La Sorbettiera, una gelateria storica aperta dal 1934. Ho provato il gusto limone e salvia: fresco, leggero e perfettamente equilibrato.
Il Giardino di Boboli
Entrare al Giardino di Boboli è stato come entrare in un altro mondo. Appena passi il portone dietro Palazzo Pitti, il rumore di Firenze sparisce e ti ritrovi immersa nel verde e nel silenzio. Abbiamo iniziato la camminare con calma, senza una meta precisa, passando davanti all'Anfiteatro e sfidando le prime salite. Anche se si fatica un po', la vista che si apre a ogni passo ripaga tutto.Per visitarlo bene calcolate che ci vuole più di un'ora, anche perché è bello goderselo con calma. All'interno ci sono i servizi igienici e, se volete rilassarvi, troverete degli spazi nel verde perfetti per stendere una coperta, fare un picnic o leggere un libro in totale relax.
Un ultimo consiglio: indossate scarpe molto comode perché le salite sono tante. Devo essere onesta, questo giardino è proprio bello, è stato il modo perfetto per scappare dal caldo e dalla confusione del centro.
La libreria
Poco fuori dal centro, abbiamo visitato la Piccola Farmacia Letteraria, una libreria indipendente davvero speciale. Qui i libri sono curati in base alle emozioni, con tanto di "bugiardino" con i consigli di lettura. Non ho resistito e ho acquistato un journal di viaggio dedicato a Firenze.
Wild Buns Bakery
Dopo la libreria, ci siamo concessi una sosta che sognavo da tempo: una merenda in una Bakery scandinava. Lo so, può sembrare strano andare a Firenze e non scegliere un dolce tipico toscano, ma chi mi conosce sa quanto io ami la Svezia e certi richiami sono irresistibili!
La Wild Buns Bakery si trova appena fuori dal centro storico e si raggiunge con una breve passeggiata. Quando ho visto l'insegna blu mi sono illuminata: l'ambiente è piccolo e accogliente, con una vetrina piena di specialità nordiche a cui è impossibile resistere.
Abbiamo scelto una brioche con la crema, marmellata e fragole fresche, insieme a due palline al cioccolato ricoperte di cocco e fiocchi d'avena. Tutto era strepitoso! Mi sono goduta ogni morso senza pensare alle calorie, tanto che ho scherzato con lo staff chiedendo di essere adottata.
Prima di andare via, mi sono stati regalati due kanelbulle (uno alla cannella e uno al cardamomo) da portare a casa, per far durare ancora un po' quel profumo di Nord Europa.
Biscottificio Antonio Mattei
Prima di tornare in stazione, abbiamo fatto un'ultima sosta d'obbligo al Biscottificio Antonio Mattei. È una vera istituzione: si riconosce subito per le sue iconiche confezioni blu ed è famoso in tutto il mondo per aver creato la ricetta originale dei cantucci.
Entrare in questo negozio è come fare un salto nel passato, tra profumo di mandorle e storia. La cosa che mi ha colpito di più è che ancora oggi i sacchetti vengono confezionati a mano e chiusi con uno spago, proprio come si faceva una volta.
C'è un motivo molto pratico dietro questa tradizione: lo spago viene annodato in modo da creare un'asola, che funge da piccola maniglia. In passato serviva ai clienti per trasportare il sacchetto più facilmente infilandoci un dito! Abbiamo acquistato un pacchetto di questi biscotti così speciali per portarci a casa un pezzetto di Toscana, pronti da gustare con un buon bicchiere di Vin Santo.
Siamo tornati a Padova stanchi ma felici. Il treno ad alta velocità si è confermato il mezzo migliore: nonostante un piccolo ritardo iniziale, ha recuperato sfrecciando a 300 km/h. È stato un viaggio breve ma intenso, capace di regalare quella sensazione di benessere che solo una città come Firenze sa offrire.
Un consiglio utile: dove parcheggiare a Padova
Per chi, come noi, parte in treno da Padova, trovare un parcheggio comodo è fondamentale. Noi abbiamo scelto l’Interparking Park Padova Centro in via Trieste.
Si tratta di un parcheggio multi piano al coperto, molto sicuro e aperto 24 ore su 24. La posizione è strategica: si trova a pochissimi minuti a piedi dalla stazione ferroviaria, il che ci ha permesso di lasciare l'auto e raggiungere il binario in tutta comodità .
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