A marzo la neve è ancora presente e la passeggiata dal Passo di Monte Croce a Malga Coltrondo è un bel modo per trascorrere una giornata immersi nella natura. il sentiero non è difficile, ma presenta in alcuni tratti una salita costante che richiede un pò di impegno, sopratutto con la neve. Ci si trova a cavallo tra il Comelico Superiore, in Veneto, e l'Alto Adige, in un ambiente tranquillo e panoramico.
Per questa uscita abbiamo deciso di non compiere il giro ad anello e di seguire lo stesso percorso sia all'andata che al ritorno, camminando tra i boschi silenziosi con splendide viste sulle Dolomiti. La meta è Malga Coltrondo, dove ci si può fermare per un pranzo in agriturismo, gustando piatti tipici in un ambiente caldo e accogliente.
Abbiamo lasciato l’auto al parcheggio a pagamento del Passo Monte Croce Comelico e imboccato il sentiero 131, seguendo le indicazioni per Malga Nemes. Dopo aver superato la piccola cappella bianca di San Michele, il percorso prosegue con una comoda strada forestale sterrata.Oggi però decidiamo di abbandonare la traccia principale per seguire una breve deviazione sulla sinistra, accanto al cartello del Biotopo. Si tratta di un sentierino che sale più ripidamente nel bosco di abeti e permette di accorciare il tragitto, sbucando nei pressi del bunker e dell’incrocio per la nostra deviazione verso Malga Coltrondo.
Questo piccolo taglio è molto suggestivo: ci si ritrova immersi nel silenzio del bosco, accompagnati dal suono del ruscello. Il percorso è ben segnalato da tracce dipinte sugli alberi. In inverno è consigliabile avere nello zaino i ramponcini e le bacchette, perché alcuni tratti possono essere ghiacciati.
Il tempo oggi è incerto: nevica leggermente e c’è un po’ di nebbia. Anche se le condizioni possono sembrare sfavorevoli, sono convinta che queste giornate regalino un fascino particolare. Si incontrano poche persone e si può godere davvero della quiete della natura, soprattutto sulla neve di marzo.
Proseguiamo la nostra escursione imboccando il sentiero 149, che conduce a Malga Coltrondo. La prima parte è tutta in salita e si sviluppa all'interno del bosco. Ogni tanto si aprono piccole finestre panoramiche sulle Dolomiti di Sesto e del Comelico, anche se oggi la nevicata non ci permette di vedere molto.
La strada forestale sale e scende con alcuni tornanti, sempre immersa tra gli abeti. Lungo il percorso attraversiamo due ponticelli in legno, sotto i quali scorre un ruscello che ci accompagna con il suo suono rilassante. Non molti scelgono questo sentiero all'andata perché è più impegnativo, ma è altrettanto suggestivo: davanti a noi, come una sentinella, si intravede il Col Quaterna che ci fa compagnia in lontananza.
Entriamo in malga, gestita come un agriturismo, e ci accorgiamo subito che non siamo soli: c’è un gruppo accompagnato che però ha quasi finito di pranzare. Decidiamo quindi di condividere il tavolo con un’altra coppia e ci accomodiamo.
Ordiniamo gli gnocchi di patate con burro e ricotta grattugiata e il formaggio alla piastra con patate al forno. Il pane, freschissimo e davvero buono, arriva dal panificio di Dosoledo. Nonostante la confusione, il servizio è veloce e attento. Qui si mangia molto bene, con prodotti freschi e locali. Il menù offre sia piatti vegetariani sia piatti di carne di produzione propria.
Essendo un agriturismo, ci sono alcune regole da rispettare, ma nulla che tolga piacere all'esperienza. Anzi, posso assicurarvi che non si rischia certo di rimanere affamati.
Arrivare a questa malga è sempre un piacere, e posso assicurarvi che il panorama è bello quanto quello delle altre due malghe della zona. Volendo, da qui si può anche compiere un giro ad anello e raggiungere Malga Nemes in circa 40 minuti.
Non c'è niente di meglio che concludere la giornata con una super merenda all'Albergo Centrale. Situato proprio nella piazza del paese di Santo Stefano di Cadore. I loro dolci fatti in casa sono buonissimi, e perfetti dopo ogni escursione.
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